Accordi di Basilea

Pubblicato il 16 dicembre 2025 alle ore 22:49
Gli Accordi di Basilea

Gli Accordi di Basilea

1. Perché nascono gli Accordi di Basilea

Gli Accordi di Basilea nascono dall’esigenza di rendere il sistema bancario internazionale più stabile e sicuro. Le banche svolgono un ruolo fondamentale nell’economia, poiché raccolgono risparmio e lo trasformano in credito. Tuttavia, questa funzione comporta rischi significativi: se una banca assume troppi rischi e non è adeguatamente capitalizzata, può fallire, generando effetti a catena sull’intero sistema finanziario.

Nel corso del Novecento, numerose crisi bancarie hanno dimostrato come l’instabilità di singoli istituti possa trasformarsi rapidamente in crisi sistemiche. Per questo motivo, le autorità di vigilanza dei principali Paesi industrializzati hanno sentito la necessità di definire regole comuni, capaci di garantire un livello minimo di solidità per tutte le banche operanti a livello internazionale.

2. Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Gli Accordi di Basilea sono elaborati dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, un organismo internazionale istituito nel 1974 e con sede presso la Banca dei Regolamenti Internazionali. Il Comitato riunisce le autorità di vigilanza bancaria dei principali Paesi del mondo.

Il suo compito non è quello di emanare leggi vincolanti, ma di definire standard e linee guida che vengono poi recepiti dai singoli Stati nei rispettivi ordinamenti nazionali. Questo approccio consente una certa flessibilità, pur garantendo un quadro regolamentare condiviso.

3. Basilea I: il primo accordo

Il primo Accordo di Basilea, noto come Basilea I, viene introdotto alla fine degli anni Ottanta. Il suo obiettivo principale è garantire che le banche dispongano di un livello minimo di capitale proprio rispetto ai rischi assunti.

Basilea I introduce il concetto di coefficiente patrimoniale, stabilendo che il capitale di una banca debba essere almeno pari all’8% delle attività ponderate per il rischio. Il rischio viene valutato in modo relativamente semplice, attribuendo pesi standard alle diverse tipologie di impieghi.

4. I limiti di Basilea I

Sebbene Basilea I rappresenti un passo avanti fondamentale, nel tempo emergono diversi limiti. Il sistema di ponderazione del rischio è piuttosto grossolano e non distingue adeguatamente tra debitori più o meno rischiosi.

Di conseguenza, le banche sono incentivate a ottimizzare artificialmente la propria struttura patrimoniale, senza necessariamente ridurre il rischio effettivo assunto.

5. Basilea II: verso una valutazione più sofisticata

Basilea II, introdotto nei primi anni Duemila, rappresenta una svolta nella regolamentazione bancaria. L’accordo si fonda su tre pilastri fondamentali: requisiti patrimoniali minimi, controllo prudenziale e disciplina di mercato.

La grande innovazione di Basilea II è l’introduzione di modelli interni di valutazione del rischio, che consentono alle banche di calcolare il capitale necessario in modo più aderente al rischio effettivo dei propri clienti.

Con Basilea II il rischio non è più trattato in modo uniforme, ma misurato in base alla qualità del debitore e alla probabilità di insolvenza.

6. Lo scoring e il merito creditizio

All’interno di Basilea II assume un ruolo centrale lo scoring, ossia la valutazione del merito creditizio dei debitori. Le banche devono stimare la probabilità di default, la perdita in caso di default e l’esposizione al rischio.

Questa impostazione rende il sistema più efficiente, ma aumenta anche la complessità della gestione bancaria e richiede sistemi informativi e competenze avanzate.

7. Basilea III e la risposta alla crisi del 2008

La crisi finanziaria globale del 2008 mette in luce gravi carenze nella regolamentazione bancaria. Molte banche, pur rispettando formalmente i requisiti di Basilea II, si rivelano eccessivamente esposte a rischi sistemici.

Basilea III nasce come risposta a questa crisi e introduce requisiti patrimoniali più stringenti, nuovi indicatori di liquidità e limiti alla leva finanziaria.

8. Il rafforzamento del capitale

Uno degli elementi chiave di Basilea III è il rafforzamento della qualità del capitale. Viene data maggiore importanza al capitale di migliore qualità, in grado di assorbire le perdite in modo efficace.

Inoltre, vengono introdotti buffer di capitale aggiuntivi, destinati a proteggere le banche nei periodi di stress economico.

9. La gestione della liquidità

Basilea III introduce per la prima volta indicatori specifici per la gestione della liquidità, riconoscendo che la mancanza di liquidità può essere fatale anche per banche formalmente solide.

Questi indicatori mirano a garantire che le banche siano in grado di far fronte ai propri impegni anche in situazioni di crisi.

10. Effetti sull’economia reale

Gli Accordi di Basilea hanno un impatto diretto sull’economia reale. Requisiti patrimoniali più elevati rendono il sistema bancario più sicuro, ma possono anche ridurre la quantità di credito disponibile.

Questo effetto è particolarmente rilevante per le piccole e medie imprese, che dipendono in larga misura dal finanziamento bancario.

11. Critiche agli Accordi di Basilea

Gli Accordi di Basilea sono stati oggetto di numerose critiche. Alcuni osservatori ritengono che l’eccessiva complessità dei modelli renda il sistema poco trasparente e difficile da controllare.

Altri sottolineano il rischio di pro-ciclicità, ossia la tendenza dei requisiti patrimoniali a rafforzare le fasi di espansione e recessione economica.

12. Basilea oggi e prospettive future

Oggi gli Accordi di Basilea rappresentano il principale riferimento per la regolamentazione bancaria internazionale. Il loro continuo aggiornamento riflette l’evoluzione dei mercati finanziari e delle fonti di rischio.

In futuro, il ruolo della tecnologia, della finanza sostenibile e della gestione dei rischi emergenti sarà sempre più centrale nell’evoluzione del quadro regolamentare.

13. Conclusione

Gli Accordi di Basilea costituiscono uno dei pilastri fondamentali della stabilità finanziaria globale. Attraverso regole comuni e criteri di prudenza, essi mirano a ridurre il rischio di crisi sistemiche e a garantire il corretto funzionamento del sistema bancario.

Comprendere gli Accordi di Basilea significa comprendere il funzionamento profondo delle banche e il delicato equilibrio tra stabilità finanziaria e crescita economica.

Capitolo di economia bancaria – Accordi di Basilea