Il Trattato di Roma (1957)
1. L’Europa dopo la Seconda guerra mondiale
Alla fine della Seconda guerra mondiale l’Europa appariva come un continente profondamente segnato dalla distruzione materiale, dalla crisi economica e da una forte instabilità politica. Intere città erano state rase al suolo, le infrastrutture industriali gravemente danneggiate e milioni di persone vivevano in condizioni di povertà. Inoltre, il ricordo dei conflitti tra gli Stati europei era ancora vivo e rendeva fragile ogni tentativo di cooperazione.
In questo contesto maturò la convinzione che il ritorno al semplice equilibrio tra Stati sovrani non fosse sufficiente a garantire una pace duratura. Molti leader politici e intellettuali compresero che per evitare nuove guerre sarebbe stato necessario legare in modo strutturale le economie nazionali, rendendo il conflitto non solo impensabile, ma anche materialmente impossibile.
Parallelamente, l’Europa occidentale si trovava nel pieno della Guerra fredda. La contrapposizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica spinse i Paesi europei a rafforzare la propria cooperazione economica e politica, anche per consolidare il fronte occidentale e favorire la ricostruzione grazie agli aiuti del Piano Marshall.
2. I primi passi dell’integrazione europea
Il primo esperimento concreto di integrazione europea fu la nascita, nel 1951, della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA). Questo organismo metteva sotto un’autorità comune la produzione di due materie prime fondamentali per l’industria bellica, coinvolgendo Francia, Germania Ovest, Italia e i Paesi del Benelux.
Il successo della CECA dimostrò che la cooperazione sovranazionale era possibile e vantaggiosa. Le economie degli Stati membri iniziarono a crescere più rapidamente, mentre le tensioni politiche si attenuarono. Questo risultato incoraggiò i governi europei a progettare una forma di integrazione più ampia, estesa a tutti i settori economici.
3. La nascita del Trattato di Roma
Il 25 marzo 1957, nella capitale italiana, sei Paesi firmarono il Trattato di Roma. Con questo accordo vennero istituite due nuove comunità: la Comunità Economica Europea (CEE) e la Comunità Europea dell’Energia Atomica (EURATOM). Il trattato entrò in vigore il 1º gennaio 1958.
La scelta di Roma come luogo simbolico non fu casuale: richiamava l’idea di una civiltà europea comune e di un progetto storico di lunga durata. Il Trattato di Roma rappresentò un passo decisivo verso un’Europa fondata non solo sulla cooperazione, ma su vere e proprie regole condivise.
4. Gli obiettivi fondamentali della CEE
Il cuore del Trattato di Roma era la creazione di un mercato comune. L’obiettivo principale era eliminare progressivamente i dazi doganali tra gli Stati membri e favorire la libera circolazione delle merci. A questo si aggiungevano la libertà di movimento delle persone, dei capitali e dei servizi.
Il mercato comune mirava a superare la frammentazione economica europea, consentendo alle imprese di operare su uno spazio più ampio e competitivo. In questo modo si intendeva stimolare la crescita economica, aumentare la produttività e migliorare il benessere generale della popolazione.
5. Le politiche comuni
Per garantire il funzionamento del mercato comune, il trattato prevedeva l’adozione di politiche comuni in settori strategici. La più importante fu la Politica Agricola Comune (PAC), pensata per sostenere il reddito degli agricoltori, stabilizzare i prezzi e garantire l’autosufficienza alimentare.
Altre politiche riguardavano i trasporti, la concorrenza e il commercio estero. In particolare, il Trattato di Roma introdusse regole volte a evitare pratiche anticoncorrenziali e abusi di posizione dominante, anticipando i principi del diritto della concorrenza europeo.
6. Le istituzioni europee
Il Trattato di Roma istituì un sistema di istituzioni comuni incaricate di guidare il processo di integrazione. La Commissione Europea aveva il compito di proporre le politiche e vigilare sull’applicazione del trattato. Il Consiglio dei Ministri rappresentava gli Stati membri e prendeva le decisioni principali.
L’Assemblea parlamentare europea, che in seguito diventerà il Parlamento europeo, svolgeva inizialmente un ruolo consultivo. La Corte di Giustizia garantiva l’interpretazione uniforme del diritto comunitario e il rispetto delle norme da parte degli Stati.
7. EURATOM e la cooperazione energetica
Accanto alla CEE, il Trattato di Roma istituì EURATOM, con l’obiettivo di sviluppare l’energia nucleare a fini civili. In un periodo caratterizzato da una forte domanda di energia, la cooperazione in questo settore era considerata essenziale per la crescita economica.
EURATOM promuoveva la ricerca scientifica, la sicurezza degli impianti e la condivisione delle conoscenze tecnologiche, rafforzando il ruolo dell’Europa nel campo dell’energia.
8. Gli effetti economici e sociali
Il Trattato di Roma contribuì in modo decisivo allo sviluppo economico dell’Europa occidentale. L’aumento degli scambi commerciali, la crescita degli investimenti e la maggiore integrazione dei mercati favorirono un periodo di forte espansione economica.
Sul piano sociale, l’integrazione europea migliorò le opportunità di lavoro e favorì una maggiore mobilità dei cittadini, ponendo le basi per una progressiva integrazione anche culturale.
9. L’eredità del Trattato di Roma
Il Trattato di Roma rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell’Unione Europea. Molti dei suoi principi sono ancora oggi alla base del funzionamento dell’UE. Senza il Trattato di Roma, l’attuale Unione Europea non sarebbe esistita nella forma che conosciamo.
Esso dimostra come la cooperazione economica possa diventare uno strumento efficace di pace, stabilità e sviluppo, segnando una delle svolte più importanti della storia europea contemporanea.